il cuoco

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CARLO PORCU

All’ appellativo di chef Carlo Porcu preferisce il nostrano titolo di cuoco. “Mi fa sentire più a mio agio perché sono uno che lavora in cucina con i ragazzi, che mette le mani in pasta tutti i giorni”. La filosofia gastronomica di Carlo si basa sul recupero dei valori della tradizione, reinterpretati attraverso una visione creativa e contemporanea. “Il buon mangiare è mangiar bene” spiega Carlo, per il quale la scelta accurata della materia prima significa rispetto per la natura e per l’uomo. Qui nulla viene sprecato ma sapientemente valorizzato, nel rispetto degli aspetti salutari del cibo e del menù. A La Cucina della Lodola, infatti, non manca mai la scelta di un piatto senza glutine, vegetariano o vegano.

Per Carlo la cucina è: “La mia passione e l’amore per la natura”

Ad affiancare Carlo Porcu in questa avventura c’è una brigata giovane, affiatata e altamente qualificata.

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ANGELA TUCCI

Angela Tucci – secondo di Carlo Porcu. Ventisette anni, originaria di Arezzo, è diplomata ad ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Gualtiero Marchesi. Ha vissuto a Londra dove ha lavorato in un ristorante messicano e, dopo il diploma, all’Hotel Bellevue – Relais & Chateau di  Cogne in Valle d’Aosta. Tornata in Toscana ha lavorato a Firenze. Grazie ad amici comuni incontra Carlo che l’assume come braccio destro nel nuovo progetto de La Cucina della Lodola. Di lei Carlo dice: “è il mio cervelletto”.

Per Angela la cucina è: “Rispetto. Per l’ingrediente, la natura, il cliente e le persone con cui lavori”

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LORENZO KOENE

Lorenzo Koene – antipasti e tutto il resto. Ventinove anni, italiano di Pomezia (RM), ma di origini olandesi, si è trasferito a Monte San Savino (AR) per amore. Una laurea mancata in archeologia, sostituita da una grande passione per il cibo. Autodidatta, arriva a La Cucina della Lodola da cliente e finisce dietro ai fornelli: “mi sono innamorato dei piatti di Carlo e del suo nuovo progetto. Quando mi ha chiamato sono corso a lavorare con lui”

Per Lorenzo la cucina è: “Il modo migliore di mangiarsi la vita”